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AMATRICE : SOCCORSI IN CASO DI CALAMITA’ “Il salvataggio di Giulia”

Salvataggio di Giulia ad opera dei Vigili del fuoco

GLI INVISIBILI

QUEL DOMANI CHE NON ARRIVA MAI

Rubrica di Emanuela Pandolfi


Emanuela Pandolfi

SOCCORSI IN CASO DI CALAMITA’

La tempestività e la coordinazione , unite alla competenza, sono fondamentali dopo un disastro, naturale o meno. Ho scoperto col sisma che l’ Italia non eccelle assolutamente in questo, che la tempestività non è il nostro forte e che la burocrazia e i vari passaggi burocratici pro interventi ci rallentano tantissimo. Intervenire prontamente significa salvare delle vite che, nell attesa dei soccorsi , muoiono. Dopo gli eventi sismici del centro Italia tra il 2016 e il 2017 siamo organizzati per fronteggiare la prossima emergenza?

Ad Amatrice, nel quarto sisma (18/01/2017) le forze dell ordine non avevano il giusto equipaggiamento per soccorrerci con due metri di neve, non avevano una cartina geografica della zona né erano al corrente di numero di telefono di tutti gli abitanti, condizioni di salute della popolazione rimasta sul posto, non c’ era un censimento dei reali abitanti di quel momento. Gli unici mezzi idonei a passare sulle strade coperte di tanta neve per tirarci fuori erano quelli dell esercito, che però erano stati diretti a L’ Aquila. Attesi fino al tardo pomeriggio quel 18 gennaio prima che un mezzo dell esercito riuscisse a tirarmi fuori la macchina sepolta dalla neve, pulendo tutto intorno e soprattutto ripristinando la strada al passaggio veicolare (che cmq durò poco, non smise mai la bufera di neve per ancora molto tempo e la strada divenne di nuovo impraticabile), mentre io e un altro militare, con pala e scopa pulivamo la tanta neve attaccata alla mia macchina.

Le forze dell ‘ordine mi chiesero informazioni di vario tipo, dove si trovasse una certa frazione, chi altro abitasse in quella zona, dove vivesse una certa signora A., che chiedeva aiuto per telefono essendo rimasta chiusa in casa con i suoi bambini, dove abitasse M., anche lei bloccata in casa. Tralascio il mio personale calvario prima che la polizia sentisse le mie urla e mi tirasse fuori.

Al quarto sisma è inaccettabile che non ci fosse una macchina del soccorso efficace, veloce e che mancasse censimento e passaggio di informazioni tra i vari enti di soccorso. Chiesi quindi a chi di dovere tra le istituzioni locali come ciò fosse possibile e mi rispose che c’ era un elenco da lunedi. Un elenco le forze dell’ ordine non lo avevano, né cartine geografiche e tutto ciò è inaccettabile. Incredibile che, dopo una catastrofe che aveva ingoiato 300 persone si brancolasse nel buio in quella maniera, ed inaccettabile che le forze dell’ordine e i soccorsi siano costretti a lavorare in un modo così confuso e abbandonati, anche loro, a loro stessi.

Comune, Regione e Governo ( il Dipartimento della Protezione Civile è una struttura del Governo della Repubblica Italiana) devono immediatamente organizzarsi in modo efficiente, stabilire un piano di soccorso comune e coordinato, affinché non si assista più a situazioni che necessitano di soccorsi tempestivi e organizzati, salvando vite che, nell attesa dei soccorsi, incontrano la morte. 
Questa è una grande problema delle istituzioni a tutti i livelli, specialmente in zone altamente sismiche e climatiche è necessario un piano di emergenza d’ eccellenza.

Mi auguro che tutti coloro che sono morti, ad Amatrice, Accumoli, Arquata, Rigopiano, Campotosto, rimangano vivi non solo nel nostro ricordo, ma anche e soprattutto nella mente di chi ci amministra, dai sindaci al presidente del consiglio, perché se molti sono morti perché colti nell ineluttabilità di un rapido e violento sisma, molti altri no, potevano e dovevano essere salvati. E, soprattutto, dopo tutti questi eventi non può essere giustificabile l approssimazione e l’ incompetenza, cosi come la disorganizzazione dimostrata nel quarto sisma dalle istituzioni, locali e nazionali.

Non posso non ringraziare tutte le forze impiegate nel soccorso nelle nostre zone, vigili del fuoco, carabinieri, polizia, polizia locale di Milano, guardia di finanza, Ass. Naz. Carabinieri, alpini e speleologi, la forestale,associazioni e i tanti volontari. E ancora, tutti ancora, tutti i cittadini, del posto e anche di fuori, in particolar modo di L’ Aquila, che si sono prodigati sin da subito per soccorrere la popolazione. In particolar modo voglio segnalare i concittadini, di cui non farò i nomi per privacy, che hanno salvato varie persone rischiando anche loro stessi e dimostrando una eroicità’ che è rimasta nel silenzio, mentre sarebbe giusto considerare questi gesti straordinari, affinché siano da esempio per tutti.

Salvataggio di Giulia un eroe fra gli eroi

qui il video: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=911346019056127&id=286600078197394

Emanuela Pandolfi

“Si ringraziano tutti i soccorritori e persone di buona volontà nessuno escluso, tutte persone di valore che con fatica ma tanto amore sono riusciti a salvare Giulia e tante altre persone.
Ciao Giulia un abbraccio! 

Cristina Berti”

“La buona comunicazione: 
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