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Il dolore di chi c’ era e resta

È passato il 24 agosto, giorno tristissimo per le nostre comunità, e con esso sono passati anche gli ormai consueti riflettori e l’ attenzione di tutti. Ma per chi il dramma lo vive ogni giorno la realtà è davvero molto dura, un giorno dopo l’ altro nella tristezza infinita di chi sa che la vita continua nel silenzio del proprio dolore. Un dolore qui espresso da Fabiola Poggi, abitante del comune di Accumoli, che il 24 agosto u.s. si è abbandonata alla triste consapevolezza del buio dopo le luci istituzionali. Prima del sisma aveva un’ attività che poi ha riaperto con la delocalizzazione sulla Via Salaria, sotto ad Accumoli, insieme ad altri commercianti. Le sue parole descrivono la sofferenza e il senso di impotenza che ci assale dopo tre anni pieni di parole e promesse.

Fabiola Poggi

“Eccoci qua….anche questo 24 agosto è terminato.
I riflettori si sono spenti,le telecamere riposte, i selfie, forse solo quelli ancora resistono…e noi???
Noi che vivevamo qui 365 giorni l’anno??
Noi domattina dove andremo? Che faremo? Che ci racconteremo guardandoci allo specchio?..
Ci diremo la verità o vorremo credere ancora alle fantastiche bugie che ancora oggi si sono permessi di dirci?
Noi dovremo continuare a vivere qui, questa era la nostra UNICA CASA, questo era il posto che IO avevo scelto per viverci e per far crescere i miei figli…
Era il posto magico dove sognavo fin da piccola di invecchiare con l’amore della mia vita…
Era il posto dove dalla mia finestra vedevo arrampicarsi gli scoiattoli sugli alberi, dove Bambi passava di corsa ma per un attimo i suoi occhioni si sono riflessi nei miei pieni di gioia…
Era il MIO rifugio segreto sotto la grande quercia quando la domenica mattina mettevo il guinzaglio a Balto e insieme arrivavano fin lassù a respirare l’aria fresca e frizzantina della MIA montagna incantata…..
Adesso è tutto un ricordo…
Tante immagini del passato che si accavallano una sull’altra e però cominciano a sbiadire…
Non voglio dimenticare…
Era la mia vita…
Vorrei solo sapere se potrò mai riavere un briciolo di quella vita….
Ma ormai siamo solo numeri così esigui da non interessare più a nessuno.
Cambiano i governi, cambiano i commissari…solo qui non cambia niente.😭
Solo noi siamo cambiati e non saremo mai più gli stessi, perché niente e nessuno sarà uguale a prima di quella notte….😢😓
Che faremo domani???
Chi ascolterà ancora il mio/nostro dolore 😫
Domani non ci saranno più giornalisti, non ci saranno più curiosi, non ci saranno più i visitatori della domenica….
Domani sarà realtà…..
E saremo solo noi con il nostro dolore…
💔💔💔💔💔💔💔💔💔”

Grazie a Fabiola, per le sue parole che toccano nel profondo e descrivono bene le emozioni che ci pervadono e quel senso di solitudine che accompagna ogni giorno, a luci spente, lontano dai riflettori.

Emanuela Pandolfi